FastItalian Learning
All readings
B2medicine· 1024 words · 7 min

Rita Levi-Montalcini

Rita Levi-Montalcini

Italian Text

1024 words
Rita Levi-Montalcini, nata a Torino il 22 aprile 1909, è considerata una delle figure più straordinarie della scienza del Novecento. Neurobiologa di fama mondiale, senatrice a vita della Repubblica Italiana, è stata una delle pochissime scienziate a ricevere il Premio Nobel per la Medicina, che le fu conferito nel 1986 insieme a Stanley Cohen per la scoperta del fattore di crescita nervoso (NGF). La sua biografia scientifica e umana si intreccia con alcuni dei capitoli più drammatici della storia del Novecento, dalla persecuzione razziale durante il fascismo alle grandi scoperte della biologia molecolare del dopoguerra. Nacque in una famiglia ebrea della borghesia torinese, figlia di Adamo Levi, ingegnere elettrico e matematico, e di Adele Montalcini, pittrice di talento. Rita aveva una sorella gemella, Paola, destinata a diventare artista di rilievo, e due fratelli maggiori. Il padre, uomo di convinzioni vittoriane, riteneva che l'istruzione universitaria non fosse adatta alle donne. Rita, tuttavia, manifestò fin da giovane una volontà ferrea e, a vent'anni, riuscì a convincerlo a iscriversi alla facoltà di Medicina dell'Università di Torino, dove si laureò nel 1936 con il massimo dei voti sotto la guida di Giuseppe Levi, celebre istologo. Nel 1938 la sua carriera accademica subì un brusco arresto a causa delle leggi razziali promulgate dal regime fascista, che escludevano gli ebrei dall'università e dalle professioni. Invece di lasciarsi scoraggiare, Rita allestì un piccolo laboratorio nella camera da letto della sua casa torinese, dove continuò le proprie ricerche sullo sviluppo del sistema nervoso negli embrioni di pollo, utilizzando aghi da cucito affilati come micro-strumenti chirurgici e un microscopio ottico. In quelle condizioni precarie, condusse esperimenti pionieristici che avrebbero costituito le fondamenta delle sue scoperte successive. Durante l'occupazione tedesca, la famiglia Levi-Montalcini fu costretta a fuggire da Torino e a rifugiarsi prima ad Asti e poi a Firenze, dove Rita visse con documenti falsi sotto il nome di Rita Lupani. Nonostante la paura costante per la propria vita, continuò a studiare e a riflettere sui problemi scientifici. Dopo la Liberazione, tornò a Torino e si rimise al lavoro presso l'Istituto di Anatomia con il maestro Giuseppe Levi. Le sue pubblicazioni, apparse su riviste internazionali, attirarono l'attenzione del neurobiologo Viktor Hamburger dell'Università Washington di Saint Louis, negli Stati Uniti. Nel 1947 Rita accettò l'invito di Hamburger a trascorrere un semestre a Saint Louis per completare alcuni esperimenti. Quel breve soggiorno si trasformò in una permanenza di trent'anni, durante i quali realizzò le sue scoperte più importanti. Nel 1952, studiando l'effetto di un tumore trapiantato su embrioni di pollo, osservò una proliferazione straordinaria di fibre nervose e ipotizzò l'esistenza di una sostanza specifica capace di stimolare la crescita dei neuroni. Collaborando con il biochimico Stanley Cohen, riuscì a isolare e caratterizzare questa molecola, che battezzò Nerve Growth Factor, o NGF. La scoperta del NGF rivoluzionò la neurobiologia. Fu la prima di una lunga serie di molecole segnale, i fattori di crescita, che regolano lo sviluppo, la sopravvivenza e la differenziazione delle cellule. Le implicazioni cliniche sono enormi: il NGF è oggi utilizzato nella ricerca su malattie neurodegenerative come l'Alzheimer, nella riparazione dei nervi periferici, nel trattamento di alcune patologie oculari e persino nella rigenerazione della cornea. Nel 2013, il farmaco Oxervate, basato sul NGF, è stato approvato per la cheratite neurotrofica, diventando il primo medicinale derivato direttamente dalla scoperta di Rita Levi-Montalcini. Il ritorno in Italia coincise con la fondazione, nel 1962, del Laboratorio di Biologia Cellulare del CNR a Roma, da lei diretto fino al 1979. Accanto all'attività di ricerca, Rita si dedicò con crescente intensità all'impegno civile e culturale. Nel 1992 fondò la Fondazione Levi-Montalcini, dedicata al sostegno di giovani donne africane attraverso borse di studio universitarie. La fondazione ha permesso a centinaia di studentesse, soprattutto etiopi ed eritree, di completare studi universitari nei loro Paesi d'origine, contribuendo al loro sviluppo. Nel 2001 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi la nominò senatrice a vita per i suoi meriti scientifici e civili. In Parlamento partecipò attivamente ai lavori legislativi fino all'ultimo giorno, sostenendo la libertà della ricerca scientifica e i diritti delle donne. Pubblicò numerosi libri di grande successo, tra cui Elogio dell'imperfezione (1987), L'asso nella manica a brandelli (1998) e La clessidra della vita (2008), dove raccontava la propria esperienza e rifletteva sui grandi temi della scienza e della società contemporanea. Rita Levi-Montalcini è morta a Roma il 30 dicembre 2012, all'età di 103 anni. La sua vita rappresenta un esempio luminoso di dedizione alla conoscenza, di coraggio civile di fronte alle avversità e di impegno umanitario. Le sue scoperte continuano a ispirare ricercatori in tutto il mondo, e il suo nome resta indissolubilmente legato a una rivoluzione scientifica che ha cambiato la nostra comprensione del sistema nervoso e aperto nuove prospettive terapeutiche.

English Translation

Try reading the Italian first. Click "Show" if you need help — but only after your best attempt.

Vocabulary Glossary

Comprehension Questions

1.In che anno Rita Levi-Montalcini vinse il Premio Nobel?

2.Dove fu costretta ad allestire un laboratorio durante le leggi razziali?

3.Sotto quale pseudonimo visse durante l'occupazione tedesca?

4.In che anno scoprì il NGF studiando i tumori trapiantati?

5.Chi la nominò senatrice a vita?

6.A che età morì Rita Levi-Montalcini?

7.Il farmaco Oxervate è basato sul NGF.

8.Rita Levi-Montalcini trascorse solo sei mesi negli Stati Uniti.

9.Collaborò con Stanley __________ per isolare il NGF.

10.Si laureò in Medicina all'Università di __________ nel 1936.