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B1memoir· 851 words · 6 min

La Morte di Mia Nonna

My Grandmother's Death

Italian Text

851 words
Mia nonna si chiamava Teresa ed è morta in una mattina di aprile, a novantatré anni, in una stanza molto semplice di un piccolo ospedale di provincia, vicino a Ferrara. Non è stato un evento drammatico, se drammatico significa imprevisto. La nonna stava male da diversi mesi, e tutti noi in famiglia, anche se non lo dicevamo mai a voce alta, sapevamo che l'estate non l'avrebbe vista. Quello che non sapevamo, e forse non si può mai sapere davvero, era come ci saremmo sentiti quando fosse davvero accaduto. La notizia me la diede mia madre al telefono, con una voce calma che non le avevo mai sentito. Non piangeva, almeno in quel momento: mi disse solo 'La nonna ci ha lasciati stanotte, poco prima dell'alba'. Io ero al lavoro, in piedi davanti al distributore del caffè, e mi ricordo che risposi con una frase stupida, qualcosa come 'Va bene'. Non 'va bene' nel senso che tutto andasse bene, ma nel senso che non sapevo cos'altro dire. Chiusi la telefonata, rimisi i soldi in tasca senza prendere il caffè, e tornai al mio computer. Fu solo un'ora dopo, in bagno, che mi sciolsi. Partii nel pomeriggio, con un treno lento che attraversava la pianura padana sotto una pioggia sottile. Leggevo un libro, o almeno fingevo di leggere, mentre fuori dal finestrino passavano i campi ancora vuoti e gli alberi da frutto che cominciavano appena a fiorire. Pensai molte cose, durante quel viaggio. Pensai alle estati che avevo passato a casa sua da bambino, alle lenzuola sempre troppo tese, alla radio accesa la mattina con le voci delle canzoni di Mina che non mi piacevano. Mi accorsi, con una specie di senso di colpa, di non ricordare bene l'ultima volta che ci eravamo abbracciati. La veglia fu, come sono spesso queste cose in un paese piccolo, una specie di teatro senza pubblico. C'erano le sedie di plastica, i fiori sugli scalini, i vicini che arrivavano a piccoli gruppi, tutti vestiti in modo leggermente troppo elegante per un martedì. Mia madre accoglieva, offriva il caffè, sorrideva con gli occhi stanchi. Mio padre stava in un angolo, in silenzio, e mi parve più piccolo di quanto ricordassi. Nessuno piangeva in modo vistoso; tutti avevano l'aria di una fatica antica, come se la morte della nonna fosse l'ultimo capitolo di un libro che leggevano insieme da molto tempo. Entrai nella stanza dove era esposta solo a tarda sera. La vidi, e la prima cosa che pensai fu che somigliasse poco a lei, e molto a una fotografia di lei. Le presi una mano, che era diventata freddissima, e le parlai a voce bassa, nonostante mi sentissi un po' ridicolo. Le dissi cose semplici, che non riporto qui per rispetto. Le chiesi scusa per le volte che non ero andato a trovarla, le promisi di raccontare le sue storie ai miei figli, se un giorno ne avrò. Uscendo, mi accorsi che il fatto di aver parlato con lei, anche se non poteva più sentirmi, mi aveva fatto bene. Il funerale fu il giorno dopo, nella chiesa piccola del paese, quella con la statua della Madonna un po' storta. Mia zia, la sorella della nonna, lesse una preghiera con voce rotta. Io non riuscii a leggere niente, anche se me l'avevano chiesto: quando provai, mi tremavano le mani e mi era impossibile tenere il foglio fermo. Ebbi vergogna per qualche minuto; poi capii che non c'era niente di cui vergognarsi. Alla fine della cerimonia, fuori dalla chiesa, un vecchio amico della nonna mi si avvicinò e mi disse: 'Tua nonna parlava spesso di te. Diceva sempre che eri il nipote più simile a suo padre'. Non avevo mai conosciuto il mio bisnonno. Quella frase, però, mi restò dentro come un regalo inaspettato. È passato un anno. Non piango più quando penso a lei, o meglio, piango in un modo diverso, più leggero. Continuo a cucinare le sue ricette con quaderni scritti a mano che mia madre mi ha fatto fotocopiare, e ogni volta che faccio la pasta al forno mi sembra che lei mi guardi dall'angolo della cucina, con quel suo piccolo sorriso che aveva quando gli altri imparavano. Non credo che sia diventata un angelo, perché non ho mai creduto davvero a quelle cose. Credo, più semplicemente, che chi ci vuole bene continui a stare con noi finché continuiamo a fare alcune delle cose che ci hanno insegnato. E in questo, mia nonna non se n'è mai andata davvero.

English Translation

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Vocabulary Glossary

albadawn
distributore del caffècoffee vending machine
mi sciolsiI broke down (emotionally)

from sciogliersi

pianura padanaPo Valley
lenzuola tesetight sheets, stretched bedsheets
vegliawake, vigil for the deceased
vicinineighbors
espostalaid out (for viewing)
preghieraprayer
voce rottabroken voice

idiomatic

bisnonnogreat-grandfather
ricetterecipes
quaderninotebooks
pasta al fornobaked pasta
senso di colpasense of guilt

Comprehension Questions

1.Come si chiamava la nonna?

2.A che età è morta?

3.Dove si trovava il narratore quando ricevette la notizia?

4.Cosa lesse mia zia durante il funerale?

5.Cosa gli disse un vecchio amico della nonna?

6.Cosa fa oggi per ricordarla?

7.La morte della nonna fu completamente inattesa.

8.Il narratore riuscì a leggere una preghiera durante il funerale.

9.Il narratore prese il treno sotto una __________ sottile nella pianura padana.

10.La nonna ascoltava la radio la mattina con le canzoni di __________.