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B1nature· 870 words · 6 min

I Parchi Nazionali Italiani

Italian National Parks

Italian Text

870 words
L'Italia, spesso associata soltanto all'arte e alla cucina, possiede in realtà una rete di ventiquattro parchi nazionali che tutela oltre un milione e mezzo di ettari di territorio, pari a circa il cinque per cento della superficie del Paese. Dal punto di vista storico, la tutela della natura in Italia è nata quasi per caso, quando nel 1922 un gruppo di naturalisti convinse il re Vittorio Emanuele III a donare la sua riserva di caccia alpina per farla diventare un parco pubblico. Nasceva così il Parco Nazionale del Gran Paradiso, il più antico d'Italia, istituito il 3 dicembre 1922 per proteggere l'ultima popolazione europea di stambecchi, ridotta allora a poche decine di esemplari. Oggi, nel Gran Paradiso vivono circa 3.000 stambecchi, oltre a camosci, marmotte, aquile reali e un numero crescente di gipeti, il più grande rapace delle Alpi, reintrodotto negli anni Ottanta. Il parco copre 71.000 ettari a cavallo tra Piemonte e Valle d'Aosta e offre circa 450 chilometri di sentieri escursionistici. Il naturalista Renzo Videsott, primo direttore scientifico del parco nel dopoguerra, lo trasformò da riserva reale in laboratorio di conservazione moderno, imponendo il divieto di caccia e avviando il monitoraggio sistematico della fauna. Solo un anno dopo il Gran Paradiso, nel 1923, fu istituito anche il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, che si estende per circa 50.000 ettari nell'Appennino centrale. Questo parco è diventato famoso in tutto il mondo per aver salvato dall'estinzione l'orso bruno marsicano, una sottospecie endemica che oggi conta una cinquantina di esemplari, e il lupo appenninico, protagonista di una straordinaria ripresa dopo decenni di persecuzione. Nelle faggete secolari del parco vivono inoltre cervi, caprioli, cinghiali e oltre 230 specie di uccelli. Tuttavia, la convivenza tra l'orso e l'uomo rimane delicata: ogni anno alcuni esemplari muoiono a causa di incidenti stradali o di bocconi avvelenati lasciati illegalmente sui pascoli. Il Parco Nazionale dello Stelvio, istituito nel 1935, è il più esteso dell'arco alpino italiano con oltre 130.000 ettari distribuiti tra Lombardia, Trentino-Alto Adige e una piccola porzione svizzera confinante. Al suo interno si trova il passo dello Stelvio, che con i suoi 2.758 metri è una delle strade asfaltate più alte d'Europa, resa celebre anche da numerose tappe del Giro d'Italia. Il ghiacciaio dei Forni, un tempo lungo oltre dodici chilometri, negli ultimi quarant'anni si è ritirato di circa due chilometri a causa del riscaldamento globale. I ricercatori del parco studiano da decenni questa dinamica, peraltro comune a quasi tutti i ghiacciai alpini, pubblicando dati che vengono utilizzati anche dall'IPCC. Accanto a questi tre parchi storici, l'elenco italiano comprende gioielli meno conosciuti ma altrettanto preziosi. Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, in Campania, è il secondo più grande d'Italia e unisce montagna e mare in un unico territorio Patrimonio UNESCO. Il Parco Nazionale del Pollino, tra Basilicata e Calabria, ospita il Pino Loricato, un albero simbolo che può vivere fino a 900 anni. Il Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano protegge sette isole tra cui l'Elba, il Giglio e Montecristo, mentre il Parco dell'Asinara, in Sardegna, è famoso per i caratteristici asini bianchi albini che vivono liberi sull'isola. La gestione dei parchi, affidata a un ente pubblico guidato da un presidente e da un consiglio direttivo, non è sempre semplice. Il budget annuale complessivo del sistema parchi si aggira intorno ai 70 milioni di euro, una cifra modesta rispetto agli standard europei. Quindi, molti parchi dipendono da progetti LIFE dell'Unione Europea per finanziare la reintroduzione di specie o il restauro di habitat. I rapporti con gli abitanti locali, in particolare con gli allevatori e i cacciatori, sono talvolta conflittuali: il ritorno del lupo, ciononostante positivo dal punto di vista ecologico, crea tensioni con chi perde pecore o capre, anche se esistono indennizzi previsti dalla legge e sistemi di prevenzione come i cani da guardiania e i recinti elettrificati. Per il visitatore, i parchi nazionali offrono un'esperienza completamente diversa dal turismo urbano. Nei centri visita, spesso gestiti dal personale del parco, si possono prenotare escursioni guidate a costi ridotti, tra i dieci e i venticinque euro a persona, per osservare i camosci all'alba o ascoltare il bramito dei cervi in autunno. Le stagioni consigliate variano: primavera ed estate per l'alta montagna, autunno per i foliage dell'Appennino, inverno per chi ama le ciaspolate. Il consiglio dei ranger è sempre lo stesso: muoversi in silenzio, restare sui sentieri segnati, non dare mai cibo agli animali selvatici e portare via tutti i rifiuti. Solo così, dicono, questi territori potranno continuare a esistere anche per chi verrà dopo di noi. Negli ultimi anni è cresciuta anche un'offerta di turismo scientifico partecipato. Progetti come "Io citizen scientist" invitano i visitatori a segnalare avvistamenti di fauna, fotografare fioriture stagionali o raccogliere dati sul manto nevoso attraverso applicazioni dedicate. Migliaia di persone contribuiscono quindi, anche senza formazione specifica, a creare database preziosi che i ricercatori utilizzeranno nei decenni successivi. È un modo nuovo di vivere i parchi, anzi, più consapevole: non più semplici spettatori del paesaggio, bensì collaboratori attivi della sua conservazione.

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Vocabulary Glossary

Comprehension Questions

1.In che anno è stato istituito il Parco Nazionale del Gran Paradiso?

2.Quale specie è stata salvata dall'estinzione nel Parco d'Abruzzo?

3.Quanti parchi nazionali ha attualmente l'Italia?

4.Quanto è alto il passo dello Stelvio?

5.Cosa è famoso nel Parco dell'Asinara?

6.Da dove provengono molti finanziamenti per i progetti dei parchi?

7.Il ghiacciaio dei Forni si è esteso negli ultimi quarant'anni.

8.Il re Vittorio Emanuele III donò la sua riserva di caccia per fondare il Gran Paradiso.

9.Il Pino ______ è l'albero simbolo del Parco del Pollino.

10.Il budget annuale complessivo dei parchi è di circa 70 milioni di ______.