Italian Text
561 wordsMi chiamo Alberto e vivo a Genova. Ho quarantadue anni e lavoro come tecnico in un cantiere navale. Sono una persona pratica, un po' abitudinaria, di quelle che non amano troppo le sorprese. Per questo, quello che mi è successo l'estate scorsa, mi ha colpito ancora di più. È stata una sorpresa che non avevo mai neanche immaginato.
Tutto è cominciato un venerdì sera. Ero tornato a casa stanco, come sempre dopo una settimana di lavoro. Mia moglie Federica, con cui sono sposato da quindici anni, mi aveva detto che avevamo un invito a cena a casa di amici. Io avevo poca voglia di uscire, però non volevo deluderla e così ho accettato. Mi sono fatto la doccia, mi sono cambiato e siamo partiti verso le otto. Federica durante il tragitto sembrava strana, sorrideva spesso senza motivo apparente, e io ho pensato che avesse passato una bella giornata al lavoro.
Quando siamo arrivati davanti alla casa dei nostri amici, ho notato che le luci erano spente. Ho detto a Federica: "Ma sono a casa?". Lei mi ha risposto: "Sì sì, entriamo, non preoccuparti". Ha aperto la porta con una chiave che io non sapevo neanche che avesse, e in quel momento, all'improvviso, le luci si sono accese. Più di trenta persone hanno gridato insieme: "Sorpresa!". Io sono rimasto immobile, con la bocca aperta. C'erano i miei genitori, mia sorella, i miei nipoti, vecchi colleghi che non vedevo da anni, e perfino mio cugino Stefano, che da dieci anni vive in Australia.
All'inizio non capivo cosa stesse succedendo. Poi ho visto un grande cartello con scritto: "Buon compleanno, Alberto! 40+2". E lì ho capito. Era vero, in effetti avevo compiuto quarantadue anni il giorno prima, ma non avevo pensato di festeggiare. Federica invece aveva organizzato tutto di nascosto da mesi. Aveva chiamato mio cugino in Australia, aveva trovato colleghi che non vedevo da una vita, aveva persino preparato un video con foto e messaggi di persone care. Mentre guardavo quel video, mi sono commosso. Non ci sono riuscito a trattenere le lacrime.
La serata è stata bellissima. Abbiamo mangiato, bevuto, ballato, e soprattutto abbiamo parlato tanto. Mio cugino Stefano mi ha raccontato della sua nuova vita a Melbourne, i miei nipoti mi hanno regalato un disegno fatto da loro, e mia sorella ha pianto mentre mi abbracciava. Io continuavo a ripetere a Federica: "Ma come hai fatto? Come hai fatto a organizzare tutto questo senza che io me ne accorgessi?". Lei rideva e diceva: "Sei proprio distratto, lo sai?".
Quando siamo tornati a casa, verso l'una di notte, ero stanco ma felice come da tanto tempo non ero. Mi sono seduto sul letto e ho guardato Federica. Le ho detto grazie, e lei mi ha risposto con un sorriso: "Non te lo meriti, ma te lo meriti tutto". Ho capito in quel momento quanto sono fortunato ad avere accanto una persona così. A volte, pensavo prima di addormentarmi, le sorprese più belle arrivano quando non ti aspetti più niente dalla vita. Basta tenere gli occhi aperti.