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569 wordsMi chiamo Temistocle, ma tutti mi chiamano Temi. Vivo a Roma, nel quartiere San Lorenzo, e lavoro come grafico in uno studio piccolo. Il venerdì della settimana scorsa è stato il compleanno di Marzio, uno dei miei amici più vecchi. Abbiamo organizzato una serata speciale tutti insieme e vi racconto come è andata.
Ci siamo trovati alle otto a casa di Marzio per fare un aperitivo prima di uscire. Eravamo in sette: io, lui, Saverio, Eleonora, Giacomo, la sua ragazza Mafalda e Rosita, una nuova amica di Eleonora che non avevo mai conosciuto. Marzio aveva preparato dei crostini con patè di olive, taralli pugliesi e un enorme piatto di prosciutto e melone. C'era anche lo spumante, ma pochi perché volevamo bere fuori. Abbiamo brindato, fatto le foto di rito e cantato «tanti auguri» con una torta piccola che Mafalda aveva portato.
Verso le nove e mezza siamo usciti e ci siamo incamminati verso Trastevere. Le strade erano piene di gente: turisti, coppie, gruppi di ragazzi che ridevano. Faceva un caldo strano per marzo, quasi come in estate. Abbiamo cenato in una piccola trattoria dove il nonno di Marzio andava sempre negli anni settanta. Il cameriere, un signore anziano con i baffi bianchi, ci ha riconosciuti perché ci vede spesso. Ho mangiato gli spaghetti alla carbonara e dopo la coda alla vaccinara. Tutto buonissimo, ma pesante. Alla fine Marzio non voleva farci pagare niente, ma noi abbiamo insistito e gli abbiamo fatto un regalo: un libro di ricette della cucina romana antica.
Dopo cena siamo andati in un bar poco lontano, in una piazzetta con un albero enorme in mezzo. Ho preso un amaro alla genziana perché avevo lo stomaco un po' pesante. Rosita invece ha preso un mojito e ci ha raccontato che è nata in Argentina, a Cordoba, ma vive in Italia da quando aveva dodici anni. Mi è sembrata una ragazza simpatica e intelligente. Abbiamo parlato di cinema e di viaggi per quasi un'ora. Giacomo e Mafalda sono andati via presto perché la mattina dopo dovevano prendere un treno per Napoli.
Verso mezzanotte abbiamo deciso di andare in un piccolo locale con musica dal vivo. Suonava una band di soul degli anni sessanta. Dentro faceva caldissimo e c'era tanta gente, ma noi siamo riusciti a trovare un angolo vicino al palco. Abbiamo ballato per un'ora, anche Eleonora che di solito non balla mai. Saverio ha conosciuto una ragazza al bancone e ha passato tutta la sera con lei. Io a un certo punto ho guardato Marzio e gli ho detto: «Oggi sembra che non sia cambiato niente da quando avevamo vent'anni». Lui ha sorriso e ha risposto: «Le persone giuste restano».
Siamo usciti dal locale alle due e mezza. Io e Rosita abbiamo preso un taxi insieme perché abitavamo nella stessa zona. Durante il viaggio mi ha dato il suo numero. Quando sono arrivato a casa, ero stanchissimo ma contento. Mi sono buttato sul letto con le scarpe ancora ai piedi. Prima di addormentarmi ho pensato: le serate con gli amici non sono mai sprecate, perché ogni volta ti ricordi chi sei davvero.