Italian Text
580 wordsMi chiamo Silvana e ho trentaquattro anni. Vivo a Bari, ma sono nata e cresciuta in un paese in provincia. Due anni fa ho vissuto una delle scelte più difficili della mia vita, una di quelle decisioni che ti cambiano per sempre. Ancora oggi, qualche volta, mi chiedo se avrei dovuto fare diversamente. Però poi penso che le cose, alla fine, sono andate come dovevano andare.
La storia è cominciata con una telefonata. Era un lunedì mattina di marzo. Lavoravo da cinque anni in una piccola agenzia di comunicazione a Bari. Avevo uno stipendio modesto, colleghi simpatici, una vita tranquilla. Quel giorno mi ha chiamato una mia amica di università, Francesca, che da qualche anno viveva a Milano. Mi ha detto che la sua azienda cercava una persona per un nuovo progetto. Lo stipendio era il doppio del mio, la posizione era interessante, avrei avuto molte più opportunità. Mi ha detto: "Silvana, non è scontato che ti prendano, però se ti candidi hai buone possibilità. Pensa a lungo prima di dire di no".
Ho pensato, infatti. Ho pensato per giorni. Il problema non era solo il lavoro. A Bari avevo tutta la mia vita: i miei genitori, ormai anziani, mia sorella con i suoi due bambini che adoravo, gli amici di sempre, il mare a dieci minuti di distanza, l'odore della mia città. A Milano non avrei avuto nessuno, a parte Francesca. Avrei dovuto ricominciare tutto da capo: cercare casa, fare nuove amicizie, abituarmi al freddo, al ritmo veloce, alla nebbia. La sola idea mi faceva paura.
Ho parlato con mia madre. Lei mi ha detto una cosa che mi è rimasta impressa: "Silvana, se non parti, ti pentirai per sempre. Se parti e va male, puoi sempre tornare indietro. Ma almeno avrai provato". Quella frase mi ha tolto un peso dal cuore. Ho parlato anche con mio padre, che è sempre stato meno loquace. Lui mi ha solo abbracciato e mi ha detto: "Fai quello che senti". Ho pianto un po', perché sapevo che loro sarebbero stati soli, ma ho sentito che mi stavano dando il permesso di provare.
Dopo due settimane di dubbi, ho mandato il curriculum. Il colloquio è andato bene, e dopo altre tre settimane mi hanno offerto il lavoro. Dovevo rispondere entro pochi giorni. L'ultima sera prima di decidere, sono andata da sola sul lungomare. Mi sono seduta su una panchina e ho guardato il mare a lungo. Mi sono chiesta: "Silvana, chi vuoi essere tra cinque anni? Una persona che ha provato o una che ha avuto paura?". In quel momento ho deciso. Il giorno dopo ho detto sì.
I primi mesi a Milano sono stati duri. Ho pianto spesso, ho tornato a casa ogni due o tre settimane, ho sentito il vuoto della mia terra. Ma piano piano le cose sono migliorate. Ho trovato una bella casa, amici nuovi, e il lavoro mi sta dando soddisfazioni che non immaginavo. Mi mancano sempre i miei genitori, il mare, il sole del sud. Ogni volta che torno a Bari mi sento a casa. Però so che, se non avessi provato, ora sarei una persona diversa, più piccola dentro. Alcune scelte fanno male sul momento, ma ti fanno crescere davvero.