Italian Text
572 wordsMi chiamo Cesare e lo scorso settembre ho fatto la mia prima crociera nel Mediterraneo. Era un regalo di mia moglie per il nostro venticinquesimo anniversario di matrimonio. All'inizio non ero convinto: pensavo che una nave piena di turisti non fosse il mio ideale di vacanza. Invece, quei sette giorni mi hanno sorpreso in un modo che non avrei mai immaginato.
Siamo partiti da Civitavecchia una domenica pomeriggio. Quando sono salito a bordo, ho guardato la nave e mi sono sentito piccolo: era enorme, bianca, con dodici piani e piscine sul ponte. La nostra cabina aveva un balcone che dava sul mare. Mia moglie, Clara, ha aperto la porta finestra ed è rimasta in silenzio per qualche minuto, guardando l'orizzonte. "Avevi ragione tu," le ho detto piano, "questa era una bella idea."
La prima tappa è stata Barcellona. Siamo scesi presto la mattina e abbiamo passato sei ore a camminare per le Ramblas e a mangiare tapas in un piccolo locale nascosto. Clara voleva vedere la Sagrada Familia, così abbiamo preso un taxi. Quando siamo arrivati davanti alla chiesa, ho capito perché la gente ne parla tanto: sembra un edificio uscito da un sogno. Il giorno dopo eravamo a Marsiglia, una città viva, un po' caotica, con un porto pieno di barche colorate. Abbiamo mangiato bouillabaisse in un ristorante sulla costa e Clara ha detto che non aveva mai assaggiato una zuppa di pesce così buona.
Durante la traversata notturna verso Palma di Maiorca, siamo rimasti sul ponte a guardare le stelle. Il vento era fresco e la nave avanzava lentamente sull'acqua nera. Mi sono reso conto che erano anni che non guardavo il cielo con attenzione. Nella vita di tutti i giorni siamo sempre di corsa, e non ci accorgiamo di quello che abbiamo sopra la testa. Clara mi ha stretto la mano e non abbiamo parlato. A volte il silenzio dice più delle parole.
A Palma abbiamo fatto un giro in bicicletta lungo la costa e io, che non andavo in bici da dieci anni, sono caduto subito dopo i primi metri. Clara ha riso così tanto che le sono venute le lacrime agli occhi. Poi, però, mi ha aiutato a rialzarmi e mi ha detto: "Dai vecchio mio, ce la fai." Le tappe successive sono state Cagliari e Napoli. A Cagliari abbiamo visto un tramonto che sembrava dipinto, e a Napoli abbiamo mangiato la migliore pizza margherita della nostra vita.
L'ultimo giorno, durante la cena di gala, il comandante ha fatto un discorso e ha ringraziato tutti i passeggeri. Clara si è alzata e mi ha chiesto di ballare. Non ballo bene, ma quella sera ho provato. Mentre giravamo lentamente sulla pista, ho pensato che dopo venticinque anni insieme, stavo ancora scoprendo cose nuove di lei e di noi. Quando siamo tornati a casa, ho detto ai miei amici che avevano ragione: una crociera non è solo una vacanza, è un modo diverso di stare con chi ami. L'anno prossimo partiremo di nuovo, forse per le isole greche, e questa volta sarò io a proporlo per primo.