Italian Text
542 wordsMi chiamo Olimpia e vivo a Trieste. Quella domenica di ottobre non avevo programmi e mi sentivo stanchissima. La settimana di lavoro era stata lunga e pesante, e avevo solo voglia di stare a letto. Fuori faceva un tempo strano: né sole né pioggia, solo un cielo grigio piatto. Il tipo di giornata che invita a non fare niente.
Mi sono svegliata verso le dieci. In cucina c'era ancora l'odore del caffè che avevo preparato alle nove, poi mi ero di nuovo addormentata sul divano. Ho aperto il frigorifero: non avevo quasi niente, solo un po' di formaggio, due uova e mezzo limone. Non avevo voglia di uscire per fare la spesa, così ho fatto un'omelette con il formaggio e l'ho mangiata guardando fuori dalla finestra. Passavano poche persone per strada. Tutti sembravano pigri come me.
Dopo pranzo, verso le due, ho deciso di leggere un libro che era sul mio comodino da tre mesi. Era un romanzo di Elena Ferrante che mia sorella mi aveva regalato a giugno per il compleanno. Mi sono sdraiata sul divano con una coperta e il gatto Malvasia sulle gambe. Ho letto per più di due ore senza guardare il telefono, e questo era un piccolo miracolo per me. Il libro era bellissimo e mi sono quasi dimenticata del tempo.
Verso le quattro e mezza mi è arrivato un messaggio sul telefono. Era la mia amica Beatrice: «Ciao, sono qui al bar sotto casa tua. Vuoi scendere per un aperitivo?». Io all'inizio volevo dire di no, perché ero troppo comoda sotto la coperta. Ma poi ho pensato: un pomeriggio tutto chiusa in casa non mi fa bene. Allora le ho scritto: «Arrivo in venti minuti». Mi sono messa un maglione morbido, un cappotto leggero e sono uscita.
Beatrice era seduta al tavolino fuori dal bar con un bicchiere di prosecco davanti. Nonostante il cielo grigio, non faceva freddo. Ci siamo abbracciate e lei mi ha detto: «Hai una faccia tranquilla oggi, ti fa bene». Abbiamo ordinato due spritz e un piattino di olive e patatine. Abbiamo parlato di tutto: del suo nuovo lavoro in libreria, di un ragazzo che le piaceva ma che non rispondeva mai ai messaggi, dei nostri piani per Capodanno. Sono passate due ore veloci come venti minuti.
Alla fine abbiamo deciso di fare una piccola cena insieme. Siamo andate al supermercato piccolo vicino al bar, abbiamo comprato pasta fresca, un pomodoro e un pezzo di parmigiano, e siamo tornate a casa mia. Abbiamo cucinato delle tagliatelle al pomodoro semplicissime e abbiamo visto un vecchio film in televisione. Malvasia dormiva tra di noi sul divano. Verso le undici Beatrice è tornata a casa sua con il bus notturno. Quando sono andata a letto, mi sono resa conto che quella giornata, che doveva essere vuota, era stata una delle più dolci dell'autunno. A volte le cose migliori iniziano con un semplice messaggio inaspettato. Lo ricorderò la prossima volta che avrò voglia di stare da sola tutto il giorno.