Italian Text
552 wordsMi chiamo Alba e la scorsa primavera ho organizzato un'escursione in bicicletta con tre amici: Gianni, Rita e Fabio. Da mesi parlavamo di passare una giornata insieme senza macchine, senza fretta e senza città. Vivo a Perugia e ho proposto un percorso in campagna, lungo il lago Trasimeno. I miei amici hanno accettato subito, anche se Fabio aveva paura delle salite perché non andava in bicicletta da anni.
Ci siamo svegliati all'alba e abbiamo caricato le bici sulle macchine. Siamo arrivati al lago poco prima delle otto. L'aria era fresca, il cielo era azzurrissimo e sull'acqua c'era una nebbiolina leggera che sembrava un velo. Abbiamo tirato fuori le bici, controllato i freni e le gomme, e siamo partiti lungo il sentiero che gira intorno al lago. Gianni pedalava davanti, come un generale davanti al suo esercito, mentre Rita cantava canzoni napoletane a voce alta e faceva ridere tutti.
Nei primi chilometri il percorso era pianeggiante. Passavamo vicino a campi di grano, uliveti e piccole case di pietra con i gerani alle finestre. Alcuni contadini ci salutavano con la mano. Un cane giallo ci ha seguiti per circa un chilometro, abbaiando felice, poi si è stancato e si è seduto sotto un albero. A metà mattina ci siamo fermati in un piccolo borgo medievale per bere un caffè. Il barista, vedendoci sudati, ci ha detto ridendo: "Voi ragazzi siete più coraggiosi di me. Io il lago lo guardo solo da qui."
Dopo il caffè, però, il percorso è diventato più difficile. Una lunga salita ci aspettava. Fabio ha cominciato a rallentare. Le sue gambe tremavano e il suo respiro era corto. A un certo punto è sceso dalla bici e ha detto: "Andate avanti voi, io torno indietro." Non era deluso, era semplicemente onesto con sé stesso. Rita lo ha convinto a fare ancora un po' di strada, spingendo la bici a mano. Gianni e io siamo andati avanti a ritmo lento, per non lasciarlo indietro. A volte aspettare un amico vale più di arrivare primi.
Alle tredici abbiamo trovato un prato con l'ombra di alcuni alberi vicino all'acqua. Abbiamo pranzato con pane, formaggio pecorino, prosciutto e una bottiglia di vino rosso. Rita aveva portato delle focacce fatte in casa la sera prima. Abbiamo mangiato lentamente e guardato il lago, dove passavano piccole barche a vela bianche. Fabio, tranquillo adesso, ha detto: "Lo so che non sono arrivato in cima alla salita, ma sono contento di essere qui." Nessuno ha detto niente, ma tutti abbiamo sorriso.
Nel pomeriggio siamo tornati indietro con calma. Il sole era caldo e le ombre degli alberi diventavano più lunghe. Quando siamo arrivati al parcheggio, avevamo le gambe stanche e la pelle rossa dal sole, ma dentro eravamo pieni di una felicità semplice. Durante il viaggio di ritorno, in macchina, abbiamo già cominciato a pianificare la prossima escursione. Forse in autunno, tra i boschi dell'Umbria, quando le foglie diventano gialle e rosse. Fabio ha detto: "Questa volta farò più allenamento." E Gianni ha risposto: "Oppure io porterò una bici elettrica per te." Abbiamo riso tutta la strada fino a casa.