Italian Text
554 wordsMi chiamo Costanza e studio medicina a Bologna. Il Capodanno dell'anno scorso l'ho passato in Piazza Maggiore con un gruppo di amici, e non era mai capitato prima. Di solito io sto con la mia famiglia a Ravenna, dove sono nata, ma mio fratello maggiore si era sposato da poco e mia madre era partita con lui per una crociera regalo. Allora ho deciso di restare in città con i compagni di corso.
La sera del 31 dicembre ci siamo trovati alle nove a casa della mia amica Greta. Eravamo in otto: Greta, il suo fidanzato Nicola, due ragazzi del mio corso, una coppia di Pisa e una ragazza australiana che si chiama Claire e che stava facendo l'Erasmus. Abbiamo preparato una cena semplice: cotechino e lenticchie, come vuole la tradizione italiana, perché si dice che le lenticchie portano soldi per l'anno nuovo. Claire non aveva mai mangiato il cotechino e all'inizio aveva paura, ma alla fine ne ha preso due fette.
Verso le undici siamo usciti e ci siamo incamminati verso il centro. Faceva freddo ma non troppo, e le strade erano piene di gente. Ognuno aveva qualcosa in mano: bottiglie di spumante, trombette, cappelli ridicoli. Piazza Maggiore era già piena quando siamo arrivati. C'era un palco enorme e una cantante famosa stava cantando canzoni degli anni ottanta. La gente ballava, cantava, rideva. Io non avevo mai visto così tante persone insieme in quella piazza.
Mancavano dieci minuti alla mezzanotte quando ho ricevuto una chiamata da mia madre. Era felicissima perché la crociera le stava piacendo tantissimo. Mi ha detto: «Buon anno in anticipo, amore, stai attenta in mezzo alla gente!». Le ho promesso che sarei stata attenta. Poi è iniziato il conto alla rovescia: dieci, nove, otto... tutta la piazza contava insieme. Quando siamo arrivati allo zero, sono iniziati i fuochi d'artificio. Il cielo sopra le torri è diventato rosso, verde, oro, argento. Ho stappato lo spumante con Greta e abbiamo brindato al nuovo anno. Claire piangeva di commozione.
Dopo i fuochi siamo andati in un piccolo bar vicino alla piazza, dove avevamo prenotato un tavolo. Abbiamo preso altro spumante e ballato fino alle tre di mattina. A un certo punto ho conosciuto un ragazzo di Modena, Enrico, che studiava ingegneria. Abbiamo parlato per più di un'ora di musica, di viaggi e del futuro. Lui voleva andare a lavorare in Germania dopo la laurea. Ci siamo scambiati i numeri e forse ci rivedremo presto.
Siamo tornati a casa di Greta alle quattro, stanchissimi ma felici. Abbiamo dormito tutti lì, chi sul divano, chi per terra con una coperta. La mattina del primo gennaio mi sono svegliata con mal di testa ma con un sorriso grande. Fuori cadeva una piccola pioggia leggera. Ho guardato il telefono: Enrico mi aveva già scritto «Buon anno, piacere di averti conosciuta». Mi sono detta: questo nuovo anno è iniziato proprio bene. Forse, quando sarò vecchia, mi ricorderò di questa notte come di una delle più belle della mia vita.