FastItalian Learning
All readings
B1fiction· 894 words · 7 min

Il Biglietto della Lotteria

The Lottery Ticket

Italian Text

894 words
Quella mattina, a Bari, Salvatore aveva trovato il biglietto sul marciapiede davanti alla tabaccheria di via Sparano. Era un tagliando della lotteria di Capodanno, leggermente sbiadito ai bordi, come se fosse caduto da una tasca distratta. Aveva sessantadue anni, lavorava come portiere di notte in un piccolo albergo vicino alla stazione e, per abitudine, non si piegava quasi mai a raccogliere le cose da terra. Eppure quel mattino, per una ragione che lui stesso non seppe spiegarsi, si era fermato, si era chinato, e aveva infilato il biglietto nel portafoglio senza guardarlo davvero. Arrivato a casa, alle sette passate, trovò sua moglie Anna intenta a preparare il caffè. Lei era sveglia da poco. Salvatore si tolse il cappotto, posò sul tavolo il biglietto e, mentre lei metteva due tazze, lo aprì insieme al quotidiano ancora piegato. Sulla terza pagina c'era la tabella dei numeri vincenti della lotteria di Capodanno: l'estrazione si era svolta il giorno prima e lui, come sempre, avrebbe voluto solo dare un'occhiata distratta. Tuttavia, all'altezza della serie «F 145372», il suo sguardo si fermò. Poi tornò indietro. Poi fissò il biglietto, poi ancora il giornale, e si accorse che le mani gli tremavano leggermente. «Anna», disse con una voce che non gli sembrava la sua, «vieni un attimo. Dimmi se sto sognando.» Lei si avvicinò, guardò il biglietto, guardò il giornale, rilesse tre volte. Si sedette di fianco a lui, senza dire nulla, e per un lungo minuto non si udì altro che il gocciolio della moka. «Non è uno dei premi più grandi», mormorò infine Anna. «Non è il primo. Ma è... un secondo premio. Duecentomila euro.» Salvatore chiuse gli occhi. Mai in tutta la vita aveva tenuto in mano una cifra simile, neanche per sbaglio. Per tre giorni non dissero niente a nessuno. Vivevano in un appartamento al terzo piano senza ascensore, con una lavastoviglie rotta da mesi e il riscaldamento che funzionava a fatica. Avevano due figli adulti, lontani entrambi, uno in Germania e l'altra a Bologna. Non era la prima volta che Salvatore si immaginava di diventare ricco, sebbene non avesse mai giocato alla lotteria in vita sua. Adesso, però, il problema era diverso: quel biglietto non era suo. Qualcuno, in via Sparano, lo aveva perso. Aveva forse aperto il portafoglio per pagare il giornale, e il tagliando era scivolato via nel vento del mattino. Quel qualcuno, in quel momento, forse stava cercando di ricordare dove l'avesse messo. Anna fu la prima a dire la parola che Salvatore stava evitando. «Dovremmo restituirlo», disse una sera mentre cenavano. «Oppure almeno provarci. Sul biglietto non c'è un nome, lo so. Ma possiamo tornare alla tabaccheria, chiedere se qualcuno ha denunciato la perdita, lasciare un annuncio. Non possiamo vivere per il resto della nostra vita con la sensazione di aver rubato qualcosa, anche se nessuno ci vede.» Salvatore non rispose subito. Mangiò lentamente la pasta, guardò il muro dove la carta da parati si scollava da tempo. Poi annuì. Non era d'accordo con entusiasmo, ma non riusciva a mentire a sua moglie, né a sé stesso. Sapeva che Anna aveva ragione. Il giorno dopo andarono alla tabaccheria. Il proprietario, un uomo sulla cinquantina con il sorriso paziente di chi ne aveva viste tante, li ascoltò senza interrompere. Chiese loro di lasciare il proprio numero di telefono e promise che avrebbe affisso, insieme a loro, un cartello discreto: «Smarrito biglietto lotteria di Capodanno, venerdì scorso. Chi ha perso qualcosa in questa zona, contatti questa tabaccheria.» Nessuna cifra, nessun dettaglio che potesse attrarre truffatori. Per quindici giorni non accadde nulla. Salvatore dormiva male la notte; Anna gli diceva che, se nessuno si fosse fatto vivo, avrebbero potuto considerare il biglietto davvero loro. Il sedicesimo giorno, una donna suonò alla tabaccheria. Avrà avuto settant'anni, camminava con un bastone. Raccontò, con voce rotta, che a Capodanno suo nipote, adesso rimasto senza lavoro, le aveva regalato un biglietto «per scherzo», e che lei lo aveva messo in tasca al cappotto. Quel mattino in via Sparano era andata a pagare una bolletta, aveva estratto il fazzoletto e, senza accorgersene, il biglietto doveva esserle caduto. Si ricordava la serie perché l'aveva guardata più volte, per gioco: F 145372. Il tabaccaio la chiamò. Salvatore e Anna arrivarono con il biglietto nella busta originale. La signora pianse. Offrì a Salvatore e Anna ventimila euro come ringraziamento, ma loro rifiutarono. Accettarono soltanto una cena a casa sua, il sabato successivo, e un panettone fatto in casa. Tornando a piedi, lungo il viale che scende verso il lungomare, Salvatore prese la mano di Anna. «Mi sento strano», disse, «come se avessi vinto qualcosa lo stesso.» Lei sorrise. «Forse è così. Non tutto si misura in euro.» Il giorno dopo, nella loro cucina, Salvatore notò per la prima volta in molti anni che la luce del sole, quando entrava la mattina, disegnava un rettangolo dorato sul pavimento. Fino ad allora non se n'era mai accorto.

English Translation

Try reading the Italian first. Click "Show" if you need help — but only after your best attempt.

Vocabulary Glossary

tagliandoticket / stub

useful noun

chinarsito bend down

reflexive verb

intenta abusy with / engaged in

adjectival construction

estrazionedrawing (of lottery)

noun

goccioliodripping sound

onomatopoeic noun

mai in tutta la vitanever in his whole life

emphatic expression

scivolare viato slip away

phrasal verb

denunciare la perditato report the loss

official expression

farsi vivoto show up / get in touch

idiom

truffatoriswindlers / scammers

noun

con voce rottawith a broken voice

emotional expression

panettone fatto in casahomemade panettone

cultural reference

non tutto si misura in euronot everything is measured in euros

philosophical expression

rimasto senza lavoroleft unemployed

past participle construction

rettangolo doratogolden rectangle

visual image

Comprehension Questions

1.Dove trova Salvatore il biglietto?

2.Che lavoro fa Salvatore?

3.Quanto vale il biglietto vincente?

4.Come decidono Salvatore e Anna di comportarsi?

5.Chi aveva perso il biglietto?

6.Cosa accettano Salvatore e Anna come ringraziamento?

7.Salvatore aveva già giocato spesso alla lotteria negli anni precedenti.

8.I figli di Salvatore e Anna vivono lontano, in Germania e a Bologna.

9.La serie vincente del biglietto era F ___.

10.La signora dice che il biglietto le era stato regalato «per ___» dal nipote.