Italian Text
563 wordsMi chiamo Emanuele e vivo a Ferrara, una città famosa per le biciclette. Qui quasi tutti si spostano in bici, dai bambini ai nonni. Io vado in bicicletta da quando avevo sei anni, e non ho mai avuto problemi seri. Però l'estate scorsa ho avuto un piccolo incidente che mi ha lasciato ricordi un po' strani, e anche qualche cicatrice sul ginocchio.
Era una mattina di luglio, verso le otto. Stavo andando al lavoro come sempre. Avevo dormito poco la notte prima, perché avevo guardato una partita di calcio fino a tardi, e mi sentivo un po' confuso. Il cielo era sereno, le strade ancora poco trafficate. Pedalavo tranquillo, pensando a mille cose: al progetto che dovevo finire, alla cena con gli amici della sera, al caffè che avrei bevuto in ufficio. Non guardavo bene la strada davanti a me.
A un certo punto, all'improvviso, un cane è uscito da dietro un'auto parcheggiata. Era piccolo, bianco, e sembrava spaventato. Ho frenato di colpo, troppo forte. La ruota davanti si è bloccata, la bici si è inclinata, e io sono volato in avanti. Sono atterrato sul fianco, con il ginocchio sinistro che ha strisciato per terra per un paio di metri. Per un attimo sono rimasto immobile, con il cuore che batteva fortissimo. Il cane era sparito, forse spaventato dal rumore della caduta.
Due persone mi hanno visto e sono corse ad aiutarmi. Un uomo, che aveva una panetteria lì vicino, mi ha chiesto se stavo bene e se riuscivo ad alzarmi. Una ragazza ha chiamato subito un'ambulanza, anche se io dicevo che non era necessario. Quando ho provato ad alzarmi, però, ho capito che il ginocchio non rispondeva bene. Sanguinava, e il dolore era forte. Mi sono seduto sul marciapiede e ho aspettato. Il panettiere mi ha portato una bottiglia d'acqua e mi ha tenuto compagnia finché non è arrivata l'ambulanza.
Al pronto soccorso mi hanno visitato abbastanza in fretta. Il medico, un signore simpatico con i capelli grigi, mi ha fatto diverse domande: come era successo, da quanto tempo sentivo il dolore, se avevo battuto la testa. Per fortuna la testa era a posto. Mi hanno fatto una lastra al ginocchio e hanno visto che non c'era niente di rotto, solo una brutta distorsione e qualche ferita superficiale. Mi hanno pulito le ferite, mi hanno messo dei punti di sutura, e mi hanno dato un'ortopedica da tenere per due settimane. In totale sono stato lì tre ore.
Nei giorni successivi non potevo camminare bene. Per andare al lavoro prendevo l'autobus, cosa che non facevo da anni, e devo dire che mi ha anche fatto piacere. Mia sorella è venuta a trovarmi qualche sera per portarmi la cena. Dopo due settimane il ginocchio stava molto meglio, ma ho aspettato un mese prima di risalire in bicicletta. Quando finalmente l'ho fatto, il primo giro in città è stato strano: avevo più attenzione, pedalavo piano, guardavo tutto con occhi nuovi. Da quell'incidente ho imparato una cosa semplice: vale la pena rallentare, ogni tanto. La vita non è una gara.